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James Wharram Designs

Tiki 26

di James Wharram Designs

Confronta con un'altra barca

Tiki 26 secondo i proprietari

Sintesi di 19 osservazioni raccolte in 6 discussioni su 3 forum diversi (en, it). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.

Dalle discussioni il Tiki 26 emerge come un multiscafo considerato da alcuni particolarmente adatto a navigazioni lunghe e oceaniche, anche se non necessariamente il più brillante nelle navigazioni ordinarie o di bolina. Un ex proprietario lo preferirebbe allo Strider Club per le traversate oceaniche, mentre altri forumisti lo giudicano meno capace di stringere il vento e più lento nel confronto diretto; non si tratta però di misure strumentali né di un giudizio unanime. La manovrabilità può essere precisa e positiva, come riferito su un esemplare restaurato, ma per navigazioni prolungate in equipaggio ridotto viene avvertita l'esigenza di un sistema di autogoverno. Chi compra un usato dovrà distinguere attentamente le caratteristiche del progetto dai problemi di manutenzione e dalle modifiche del singolo esemplare, soprattutto se ligneo.

Cosa funziona

Un proprietario descrive gli scafi di uno Tiki 26 del 1992 come sorprendentemente ben conservati nonostante un lungo abbandono a terra, e giudica accurata e ben eseguita la costruzione originale; nello stesso esemplare era presente anche un rinforzo aggiuntivo sul ponte poppiero. È comunque una valutazione riferita a quella barca, non una conferma valida per tutta la serie.

Dopo il varo, sul medesimo esemplare la barca viene descritta come precisa, rapida e positiva al governo anche con un piccolo motore Seagull, la cui spinta risultava notevole. Un altro proprietario considera l'autogoverno capace di rendere la navigazione più rilassata quando la barca è ben equilibrata, accettando qualche perdita di velocità in cambio del comfort. Per la protezione da sole e spruzzi, diversi utenti preferiscono un dodger o bimini leggero a un pod rigido: lo ritengono meno pesante, meno esposto al vento e meno ingombrante nel pozzetto.

Cosa dà problemi

Le criticità documentate con maggiore concretezza riguardano soprattutto il singolo esemplare e la manutenzione. Sul Tiki 26 del 1992 sono stati trovati compensato marcito sotto un portello, marciume alle estremità della trave di prua e problemi anche sui ponti laterali; durante il refit di un altro esemplare i finestrini originali erano fortemente screpolati, con crepe e infiltrazioni. In quest'ultimo caso la sostituzione con acrilico fumé da 6 mm, nastro strutturale e sigillante sui bordi ha dato un risultato giudicato molto soddisfacente, ma non dimostra né un difetto strutturale comune né una soluzione standard. Per una configurazione in GRP è stato inoltre osservato che un montante centrale tra due aperture può sostenere meglio il fianco della tuga rispetto a un acrilico continuo.

Sul piano dell'allestimento, un avvolgifiocco non rotante ha impedito l'uso del genoa e ha richiesto di abbattere l'albero per la riparazione; il circuito del fiocco è stato definito poco pratico in un autocostruito, quindi non è corretto attribuirlo automaticamente al progetto standard. Il pod centrale divide le opinioni: può restringere molto il pozzetto, aggiungere peso e resistenza al vento laterale e interferire con scotte e movimento della randa, fino a richiedere modifiche al piano velico. Un proprietario ha sentito, dopo una stagione, la necessità di installare sia un autogoverno a vento sia un tiller pilot; in un'installazione di autogoverno è stata inoltre segnalata un'infiltrazione d'acqua dalla parte inferiore. L'assenza di un riparo centrale viene infine considerata una possibile limitazione di comfort e protezione con maltempo oceanico, non un guasto della barca.

Cosa controllare se vai a vederla

Andando a vedere un esemplare usato, controllerei con particolare attenzione i finestrini acrilici: presenza di crazing, crepe, infiltrazioni, qualità dei bordi sigillati e modalità di sostituzione. Verificherei anche se l'eventuale finestrino continuo conserva un adeguato sostegno centrale della struttura della tuga, tenendo presente che questa configurazione non è necessariamente quella di tutti gli esemplari.

Su una barca in legno esaminerei accuratamente il compensato sotto i portelli, le estremità della trave di prua e i ponti laterali, cercando marciume o riparazioni locali; il buono stato riferito per uno scafo abbandonato non elimina la necessità di un controllo diretto. Andrebbero poi provati il circuito del fiocco e l'avvolgifiocco, verificando che l'attacco superiore ruoti correttamente e che le manovre siano utilizzabili senza dover abbattere l'albero.

Se è installato un pod, controllerei quanto spazio resta davvero nel pozzetto, l'eventuale peso aggiunto e la distanza dalle scotte del fiocco e dal movimento della randa durante una virata. Se invece è presente un dodger o bimini, verificherei che offra la protezione desiderata senza ostacolare le manovre. Infine, su un impianto di autogoverno controllerei il funzionamento sia del sistema a vento sia del tiller pilot, cercando eventuali ingressi d'acqua nella parte inferiore e verificando che la barca mantenga un buon equilibrio; valuterei anche se la configurazione offre sufficiente riparo all'equipaggio nelle condizioni di navigazione previste.

Specifiche verificate

James Wharram Designs Tiki 26

Costruzione

Anno di lancio
1984
Progettista/Studio
James Wharram / Hanneke Boon
Materiale scafo
compensato, vetro ed epossidica
Tecnica di laminazione
Ply/Glass/Epoxy Stitch & Glue
Tipo di chiglia
catamarano senza derive, scafi asimmetrici

Dimensioni

Baglio massimo
4,6 m
Lunghezza fuori tutto
7,92 m
Lunghezza al galleggiamento
6,84 m
Pescaggio
0,4 m

Pesi e capacità

Dislocamento
700 kg

Prestazioni

Superficie velica
26,5 m²

Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.

Indici comparativi

Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.

61Rapporto dislocamento/lunghezza

Dislocamento leggero: barca reattiva, tendenzialmente più veloce in condizioni leggere.

Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.

34.2Superficie velica / dislocamento

Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.

Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.

6.3 nodiVelocità teorica di carena

Riferimento di confronto fra scafi, non un tetto: i multiscafi lo superano abitualmente.

Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento — la stessa formula usata per i monoscafi, ma qui non è un limite fisico: bassa superficie bagnata e assenza di zavorra permettono a un multiscafo di superarlo con margine, anche significativo. Utile solo per confrontare scafi fra loro, non per stimare la velocità massima reale di questo.

1.72 : 1Rapporto lunghezza/larghezza

Scafo largo: molto volume interno e stabilità di forma, più duro con onda al mascone.

Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.

C'è un dato sbagliato?

Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Tiki 26 o la conosci bene, correggici.

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