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James Wharram Designs

Tiki 21

di James Wharram Designs

Confronta con un'altra barca

Tiki 21 secondo i proprietari

Sintesi di 27 osservazioni raccolte in 5 discussioni su 5 forum diversi (en, de). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.

Secondo i proprietari che l’hanno usato, il Tiki 21 è soprattutto un piccolo beachcruiser trasportabile, adatto a crociere essenziali, uso costiero, accesso alle spiagge e navigazione in zone con pochi porti. Il pescaggio ridotto, l’assenza di appendici immerse, il trailer e le cuccette asciutte negli scafi ne favoriscono l’impiego pratico e itinerante. Non è invece una barca adatta a chi cerca una sistemazione abitabile convenzionale o molta protezione dagli agenti atmosferici: un proprietario con otto anni di esperienza segnala bordo libero ridotto e riparo quasi nullo. Le prestazioni con vento leggero e la capacità di stringere al vento, soprattutto con onda corta e corrente contraria, sono indicate come punti deboli da alcuni utilizzatori.

Cosa funziona

Più proprietari apprezzano la trasportabilità e la possibilità di usare il trailer per portare la barca a terra, fare manutenzione o refit e raggiungere aree dove i porti sono poco disponibili. In un esemplare il trailer e il fuoribordo erano inclusi nell’acquisto, considerato un vantaggio pratico importante rispetto alla costruzione da zero; un altro proprietario ha realizzato carrelli con ruote pneumatiche per spostare separatamente gli scafi anche da una sola persona. La facilità di smontaggio e movimentazione è però descritta nei forum soprattutto come caratteristica d’interesse pratico, senza dati verificati sulle dimensioni o sui pesi.

L’ampio spazio centrale viene giudicato sorprendente in rapporto alla lunghezza della barca: può diventare un grande pozzetto o una piattaforma per un tendalino e una tenda all’ancora. La capacità di carico è ritenuta sufficiente da un proprietario per il singlehanding e una crociera essenziale con provviste e attrezzatura. Sono inoltre apprezzati il pescaggio molto ridotto, la possibilità di raggiungere bassi fondali o spiagge e di asciugare la barca senza appendici immerse, oltre a una cuccetta asciutta in ciascuno scafo. Un singolo proprietario, dopo otto anni, considera rassicurante la combinazione di grande larghezza, piccolo rig, basso bordo libero e sei compartimenti stagni; si tratta comunque di una valutazione individuale, non di una certificazione generale.

Cosa dà problemi

La criticità più concreta emersa riguarda il legno, ma le discussioni non consentono di stabilire quanto dipenda dal progetto e quanto dai singoli esemplari o dalla qualità della costruzione. Durante il refit di una barca di circa quindici anni sono state trovate numerose parti marce, tra cui guide dei trincarini, supporti del bridgedeck e longheroni laterali presso i fissaggi della coperta; il proprietario ha attribuito il danno sia alla trascuratezza sia a pratiche costruttive precedenti scadenti. Nello stesso esemplare estremità delle traverse e piastre superiori mostravano scolorimento e infiltrazioni legate a una verniciatura insufficiente. In un’altra barca la coperta era stata ricostruita fuori specifica e presentava anche un foro praticato per sistemare il fuoribordo: sono quindi segnali importanti per l’ispezione dell’usato, ma non prove di un difetto sistematico della serie.

Un esemplare aveva un safano in compensato danneggiato oltre la riparazione e l’altro bisognoso di interventi; nella discussione si osserva che il compensato può soffrire i carichi ciclici se non è adeguatamente laminato, suggerendo legno laminato e robusta fasciatura in composito. Anche l’albero di un singolo esemplare, costruito con elementi in abete finger-jointed, mostrava piccole crepe nelle laminazioni e aveva richiesto una fasciatura completa in vetroresina per limitare il rischio di delaminazione. Sul piano dell’uso, più osservazioni indicano prestazioni modeste con brezze leggere e difficoltà di bolina con il rig a gaffio; una testimonianza parla di circa 50 gradi solo in condizioni ideali e di risultati peggiori con chop e corrente contraria. Il montaggio dal trailer può inoltre richiedere lavoro e un aiutante: anche quando il sistema è stato ottimizzato sotto un’ora, non viene considerato pratico per una breve uscita con smontaggio nella stessa giornata.

Cosa controllare se vai a vederla

Andando a vedere un esemplare usato, controllerei con particolare attenzione tutto il legno della coperta e delle sue connessioni: guide dei trincarini, supporti del bridgedeck, longheroni laterali nei punti di fissaggio, estremità delle traverse e piastre superiori. Cercherei marcescenza, scolorimenti, tracce di infiltrazione, verniciatura insufficiente e sigillature rifatte; verificherei anche se la coperta è stata ricostruita fuori specifica o modificata con fori, in particolare nella zona del fuoribordo. Poiché i danni descritti sono collegati a manutenzione, lavori precedenti e qualità costruttiva del singolo esemplare, chiederei documentazione e dettagli di ogni refit invece di considerarli automaticamente difetti del progetto.

Esaminerei entrambi i safani in compensato, cercando danni, riparazioni, laminazioni mancanti o fasciature deboli, e valuterei con attenzione le zone soggette a carichi ciclici. Ispezionerei anche l’albero, soprattutto le laminazioni in abete finger-jointed, per crepe, segni di delaminazione o fasciature aggiunte. Proverei la tenuta dei portelli di prua e cercherei tracce d’acqua negli interni: su un esemplare è stata necessaria una battuta più larga con deflettore per migliorare la protezione dall’acqua durante la navigazione con mare formato, ma questa modifica non è documentata come standard.

Infine verificherei concretamente trailer, sistemi di smontaggio e movimentazione degli scafi, chiedendo quanto tempo e quante persone servano per passare dal rimessaggio alla barca pronta a partire. Durante la prova o la valutazione d’uso terrei presenti il riparo molto limitato, il bordo libero ridotto e gli spazi abitativi essenziali; controllerei se l’allestimento corrisponde davvero all’uso previsto, inclusi cuccette, tendalino e carico trasportabile. Se la zona d’impiego ha brezze leggere o richiede frequenti andature di bolina, cercherei una prova reale delle prestazioni con il rig installato, senza basarmi soltanto sulla reputazione o sulle stime dei forum.

Specifiche verificate

James Wharram Designs Tiki 21

Costruzione

Anno di lancio
1981
Progettista/Studio
James Wharram / Hanneke Boon
Materiale scafo
compensato, vetro ed epossidica
Tecnica di laminazione
Ply/Glass/Epoxy Stitch & Glue

Dimensioni

Baglio massimo
3,66 m
Lunghezza fuori tutto
6,4 m
Lunghezza al galleggiamento
5,64 m
Pescaggio
0,35 m

Pesi e capacità

Dislocamento
360 kg

Prestazioni

Superficie velica
19,25 m²

Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.

Indici comparativi

Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.

56Rapporto dislocamento/lunghezza

Dislocamento leggero: barca reattiva, tendenzialmente più veloce in condizioni leggere.

Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.

38.7Superficie velica / dislocamento

Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.

Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.

5.8 nodiVelocità teorica di carena

Riferimento di confronto fra scafi, non un tetto: i multiscafi lo superano abitualmente.

Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento — la stessa formula usata per i monoscafi, ma qui non è un limite fisico: bassa superficie bagnata e assenza di zavorra permettono a un multiscafo di superarlo con margine, anche significativo. Utile solo per confrontare scafi fra loro, non per stimare la velocità massima reale di questo.

1.75 : 1Rapporto lunghezza/larghezza

Scafo largo: molto volume interno e stabilità di forma, più duro con onda al mascone.

Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.

C'è un dato sbagliato?

Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Tiki 21 o la conosci bene, correggici.

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