Pahi 42
di James Wharram Designs
Pahi 42 secondo i proprietari
Sintesi di 18 osservazioni raccolte in 5 discussioni su 3 forum diversi (inglese). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle testimonianze disponibili, il Pahi 42 appare come un progetto destinato soprattutto alla crociera di lungo periodo e, almeno in un caso documentato, a una navigazione oceanica effettiva fino al Madagascar. Un proprietario lo considera una dimensione adatta anche alla crociera abitativa, ma le esperienze raccolte mostrano che prestazioni, motorizzazione, armamento e spazi possono variare molto da un esemplare all’altro, soprattutto per le numerose modifiche e autocostruzioni. Non sembra quindi una barca da valutare solo sulla base del nome del modello: è più adatta a chi accetta di esaminare attentamente la configurazione concreta e la qualità dei lavori. L’autocostruzione, secondo più testimonianze, può richiedere molti anni e un investimento rilevante, quindi il progetto non va considerato automaticamente una soluzione economica.
Cosa funziona
Più proprietari collegano il Pahi 42 alla crociera a lungo termine. Un armatore riferisce di aver costruito la propria barca in cinque anni a Città del Capo e di averla poi portata fino al Madagascar, dichiarandosi ancora soddisfatto; un altro la considera, insieme al Tiki 38, una delle dimensioni più adatte alla crociera abitativa prolungata. Esiste inoltre una testimonianza generale positiva sull’impiego dei Wharram per traversate oceaniche, risalite di fiumi e navigazione in delta, anche se non costituisce una prova specifica sulle prestazioni del Pahi 42.
La qualità dipende molto dal singolo esemplare. Il proprietario di “Splash”, costruito alla fine degli anni Novanta, riferisce una costruzione molto buona e pochi problemi. Anche la motorizzazione può cambiare sensibilmente il risultato: un armatore racconta di essere passato da circa 6–7 nodi con due Honda da 15 hp a circa 10–11 nodi con due Mercury quattro tempi da 30 hp, in acqua calma, con carena pulita e poco carico. Questo dato resta però riferito a una sola barca e a condizioni favorevoli.
Cosa dà problemi
La criticità più ricorrente nelle discussioni non è un difetto univoco del progetto, ma la grande variabilità fra esemplari. Si incontrano due fuoribordo installati ai lati della timoneria e abbassabili, ma anche configurazioni diverse; lo stesso vale per l’armamento, con cutter bermudiano, wingsail Wharram, crabclaw e, in un caso modificato, aerorig. Alcune barche sono state trasformate strutturalmente, con scafi allargati, cockpit ampliati, cabine complete sul bridgedeck o prolungamenti di poppa. Le prestazioni a motore sono altrettanto disomogenee: un Pahi 42 con due Honda da 20 hp riferisce circa 4,5 nodi a 3.000 giri/min, mentre altri proprietari indicano circa 6–7 nodi con due motori da 9,9 hp. Non è possibile attribuire questi risultati al modello senza conoscere peso, carena, eliche, carico e configurazione.
I problemi documentati sono in gran parte legati al singolo esemplare o ai lavori eseguiti. Un albero in Douglas fir lasciato esposto all’umidità aveva marciume secco, spaccature e infiltrazioni sotto la vetroresina: la discussione lo collega a stoccaggio e manutenzione, non a un difetto dimostrato della serie. Un’altra barca appena varata presentava ancora piccoli problemi nell’avvolgimento della randa dentro l’albero. È stato inoltre riferito, indirettamente, molto weather helm su un Captain Cook Pahi 42 con albero in alluminio, armamento bermudiano e senza daggerboard: si tratta di una configurazione specifica e di una testimonianza di seconda mano. Infine, la perdita di un Pahi 42 modificato dopo la rottura della traversa dell’albero è un caso singolo e non dimostra un problema dei Pahi 42 standard.
Cosa controllare se vai a vederla
Andando a vedere un esemplare usato, bisogna prima ricostruire esattamente che cosa si sta acquistando: versione degli scafi, eventuali allargamenti o prolungamenti, dimensioni e disposizione del cockpit, presenza di cabina sul bridgedeck, tipo di armamento e configurazione dei motori. Le discussioni mostrano infatti che alcune barche sono state modificate in modo sostanziale e che il comportamento dell’unità non è necessariamente quello del progetto originale.
Va ispezionato con particolare attenzione ogni albero in legno, soprattutto nelle zone rimaste esposte all’umidità e sotto la vetroresina, cercando segni di marciume, spaccature e infiltrazioni. Occorre verificare anche l’impianto di avvolgimento della randa nell’albero e lo stato della relativa installazione. Sulle barche modificate è prudente esaminare specificamente traversa dell’albero, collegamenti e strutture aggiunte, senza trarre conclusioni rassicuranti o allarmistiche dal solo fatto che la barca sia un Pahi 42.
Infine, vanno provati i motori e controllati eliche, regime e prestazioni effettive, perché le testimonianze vanno da circa 4,5 nodi a circa 10–11 nodi in condizioni diverse. Il confronto deve tenere conto di carico, pulizia degli scafi e stato della trasmissione, non soltanto della potenza nominale. Se l’esemplare deriva da un’autocostruzione rimasta a lungo incompleta o in deposito, è importante verificare documentazione dei lavori, periodi di stoccaggio e manutenzione dei componenti: un progetto durato molti anni non equivale da solo a un difetto, ma aumenta l’importanza di controllare come è stato conservato e completato.
Specifiche verificate
James Wharram Designs Pahi 42Costruzione
- Anno di lancio
- 1980
- Progettista/Studio
- James Wharram / Hanneke Boon
- Materiale scafo
- compensato, vetro ed epossidica
- Tecnica di laminazione
- Ply/Glass/Epoxy/Laminate
Dimensioni
- Baglio massimo
- 6,7 m
- Lunghezza fuori tutto
- 12,8 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 10,4 m
- Pescaggio
- 0,7 m
Pesi e capacità
- Dislocamento
- 3500 kg
Prestazioni
- Superficie velica
- 93 m²
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Dislocamento leggero: barca reattiva, tendenzialmente più veloce in condizioni leggere.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.
Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.
Riferimento di confronto fra scafi, non un tetto: i multiscafi lo superano abitualmente.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento — la stessa formula usata per i monoscafi, ma qui non è un limite fisico: bassa superficie bagnata e assenza di zavorra permettono a un multiscafo di superarlo con margine, anche significativo. Utile solo per confrontare scafi fra loro, non per stimare la velocità massima reale di questo.
Scafo largo: molto volume interno e stabilità di forma, più duro con onda al mascone.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
C'è un dato sbagliato?
Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Pahi 42 o la conosci bene, correggici.
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