Pahi 26
di James Wharram Designs
Pahi 26 secondo i proprietari
Sintesi di 24 osservazioni raccolte in 6 discussioni su 4 forum diversi (inglese). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle testimonianze disponibili, il Pahi 26 appare come un catamarano semplice e spartano, adatto a chi cerca una barca da campeggio nautico e, almeno in alcuni casi, anche a trasferimenti impegnativi: un esemplare ha effettuato circa 420 miglia in Norvegia, affrontando meteo difficile, e un altro Pahi di 26 piedi è stato impiegato nella traversata da San Diego a Oahu. Più proprietari descrivono una navigazione piacevole o buona, ma le prestazioni non sembrano uniformi: un armatore giudicava il proprio armo originale molto deludente e lo sostituì con un rig da Tiki 26, con risultati nettamente migliori. Non è quindi una scelta per chi vuole un allestimento sofisticato o una barca pronta senza lavori: gli esemplari discussi mostrano configurazioni molto diverse e, in alcuni casi, richiedono interventi strutturali, di finitura o di alberatura.
Cosa funziona
I proprietari apprezzano soprattutto la semplicità e, in alcune configurazioni, il comportamento a vela. Un esemplare senza derive laterali è stato giudicato capace di navigare bene anche così; lo stesso proprietario lo descrive come divertente e veloce, riferendo una punta di 11 nodi durante un trasferimento di circa 420 miglia in Norvegia. In un altro viaggio dall'Italia alla Francia, un Pahi 26 avrebbe superato bene un temporale con condizioni da burrasca, usando tre mani di terzaroli sulla randa. Sono però testimonianze singole, legate allo stato, all'allestimento e al carico delle rispettive barche.
Un giudizio tecnico riferisce inoltre di un coefficiente prismatico elevato, considerato favorevole alla riduzione della resistenza dello scafo. La costruzione viene descritta come semplice, senza soluzioni ad alta tecnologia; un altro partecipante esprime un'opinione positiva sulla robustezza delle travi lignee scatolate previste dal progetto, ma senza una verifica strutturale indipendente. L'assenza di un impianto idrico complesso può essere un vantaggio per chi accetta una gestione da campeggio nautico: su un esemplare cucina e acqua erano organizzate in modo molto essenziale, con taniche.
Cosa dà problemi
Le criticità più concrete riguardano i singoli esemplari usati, non necessariamente il progetto. In una barca in vendita la trave posteriore richiedeva una riparazione, le legature delle travi andavano sostituite, il boma wishbone necessitava di interventi e le superfici delle travi della piattaforma presentavano sfaldatura superficiale, da carteggiare e proteggere nuovamente; il legno sottostante era però ritenuto in buone condizioni. Su un esemplare dei primi anni Duemila è stata inoltre segnalata una piccola infiltrazione dal portello di dritta, attribuita dal venditore probabilmente a sigillante o verniciatura, dopo precedenti lavori di base sui portelli. In un altro caso, ferramenta e chiusure dei portelli dovevano ancora essere reinstallate dopo la verniciatura.
La qualità dell'armo va verificata con particolare attenzione: un proprietario giudicava il rig originale del proprio Pahi 26 molto scarso e riferisce che la sostituzione con un rig da Tiki 26 trasformò completamente la barca. Questo non dimostra un difetto universale, ma segnala che progetto e stato dell'alberatura possono incidere molto sul comportamento. Sono documentati anche esemplari privi di motore fisso, passascafi e impianto idraulico, con propulsione tramite fuoribordo elettrico e impianto elettrico semplice a 12 V; si tratta di allestimenti individuali. Infine, una coppia di scafi acquistata senza travi, pod centrale e timoni richiedeva un restauro importante e mancava dei piani originali: è un caso isolato, ma mostra il rischio di comprare un progetto incompleto o scarsamente documentato.
Cosa controllare se vai a vederla
Visitando un esemplare usato, controllerei anzitutto tutte le travi della piattaforma, con particolare attenzione a quella posteriore e alle zone con sfaldatura, verificando se il difetto è solo superficiale oppure se interessa il legno in profondità. Esaminerei le legature delle travi e chiederei se siano state sostituite, quando e con quale documentazione; controllerei inoltre la solidità degli attacchi e l'eventuale presenza di riparazioni precedenti. Le travi, il pod centrale e i timoni vanno verificati anche per accertare che siano effettivamente presenti e completi, soprattutto se l'unità deriva da un progetto o da un restauro interrotto.
Proverei tutti i portelli e le loro ferramenta, verificando che chiusure e accessori siano montati correttamente e cercando tracce di infiltrazione, in particolare sul portello di dritta. Controllerei lo stato della verniciatura e del sigillante nelle zone già riparate. Sull'alberatura chiederei quale rig sia installato, se sia quello originale o una modifica, e farei esaminare albero, sartie, vele e boma wishbone, includendo la riparazione eventualmente già eseguita. Poiché le testimonianze sulle prestazioni sono molto diverse, sarebbe utile collegare il giudizio di navigazione allo specifico armo e alle sue condizioni, senza assumere che un esemplare si comporti come un altro.
Infine, verificherei con precisione cosa comprende l'allestimento: presenza o assenza di motore fisso, eventuale fuoribordo, passascafi, impianto idraulico, cucina, taniche e circuito elettrico a 12 V. Sull'impianto elettrico controllerei batterie, strumenti e modalità di ricarica, considerando che su un esemplare veniva raccomandato un piccolo pannello solare. Prima dell'acquisto chiederei anche piani originali, documentazione dei lavori e una lista completa degli interventi ancora necessari, distinguendo una barca pronta al varo da una struttura da completare.
Specifiche verificate
James Wharram Designs Pahi 26Costruzione
- Progettista/Studio
- James Wharram / Hanneke Boon
- Materiale scafo
- compensato, vetro ed epossidica
- Tecnica di laminazione
- Ply/Glass/Epoxy Stitch & Glue
Dimensioni
- Baglio massimo
- 4,34 m
- Lunghezza fuori tutto
- 7,92 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 6,4 m
- Pescaggio
- 0,4 m
Pesi e capacità
- Dislocamento
- 700 kg
Prestazioni
- Superficie velica
- 28 m²
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Dislocamento leggero: barca reattiva, tendenzialmente più veloce in condizioni leggere.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.
Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.
Riferimento di confronto fra scafi, non un tetto: i multiscafi lo superano abitualmente.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento — la stessa formula usata per i monoscafi, ma qui non è un limite fisico: bassa superficie bagnata e assenza di zavorra permettono a un multiscafo di superarlo con margine, anche significativo. Utile solo per confrontare scafi fra loro, non per stimare la velocità massima reale di questo.
Scafo largo: molto volume interno e stabilità di forma, più duro con onda al mascone.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
C'è un dato sbagliato?
Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Pahi 26 o la conosci bene, correggici.
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