Neptun 31
di Neptun
Neptun 31 secondo i proprietari
Sintesi di 16 osservazioni raccolte in 9 discussioni su 3 forum diversi (de). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle testimonianze disponibili, la Neptun 31 appare come una barca utilizzabile anche in solitario, soprattutto se dotata di pilota automatico per barra, e adatta a chi accetta di gestire parte delle manovre direttamente all’albero. Un proprietario riferisce un comportamento in bolina competitivo rispetto a una barca più orientata alla prestazione, ma il dato è comparativo e isolato. Non emergono elementi sufficienti per descriverla come uniforme quanto a motore, governo o allestimento: le esperienze cambiano sensibilmente da un esemplare all’altro. Chi valuta un acquisto dovrebbe quindi concentrarsi soprattutto sulle condizioni concrete della barca, del motore, del timone e della coperta, oltre che sulla configurazione scelta per il trasporto.
Cosa funziona
Più proprietari descrivono un uso possibile in solitario. In un caso il pilota automatico per barra è considerato sufficiente anche per impiegare un gennaker in condizioni tranquille; un’altra testimonianza collega proprio il pilota a barra alla facilità di navigare spesso da soli, pur mantenendo inizialmente le manovre all’albero. Questo suggerisce una buona praticità d’uso nell’allestimento specifico, non necessariamente una dotazione o una caratteristica comune a tutte le barche.
Sul piano del motore, un proprietario riferisce che il Bladt Diesel da 21 CV si adattava bene al basamento già presente. In un altro caso il Ruggerini MM191, dopo la sostituzione o pulizia di un filtro del gasolio sporco che aveva causato difficoltà di avviamento, è stato giudicato affidabile, con buon avviamento e senza perdite di olio o acqua. La spinta dipendeva però dall’elica: sul singolo esemplare una tripala fissa risultava migliore della Gori abbattibile. Un confronto isolato segnala inoltre una tenuta di bolina ritenuta moderata ma non molto distante da quella di una barca più prestazionale.
Cosa dà problemi
Le criticità documentate sono soprattutto riferite a singoli esemplari o a componenti specifici, non a difetti dimostrati della serie. Un Bladt Diesel da 21 CV si spegneva improvvisamente dopo un certo tempo a qualsiasi regime, pur ripartendo subito; il caso è esplicitamente legato a quel motore o a quell’installazione. Un Ruggerini MM191 aveva invece difficoltà di avviamento attribuite a un filtro del gasolio sporco, poi risolte. Anche la resa della propulsione cambiava in modo evidente con l’elica installata.
Sul governo, un timone originale è stato giudicato irrecuperabile e sostituito con una nuova costruzione, mentre in un altro allestimento la barra di emergenza era troppo corta per il progetto previsto. Sono quindi segnali da verificare sulla singola barca, non prove di un problema strutturale ricorrente. Durante un refit, inoltre, diversi tappi in teak della coperta si erano staccati lasciando scoperte le teste delle viti; lo stesso esemplare presentava viti poco ulteriormente svasabili e incertezza sul fatto che la coperta fosse completamente o solo parzialmente incollata. Anche queste indicazioni sembrano descrivere usura e stato manutentivo più che un difetto universalmente attribuibile al modello. L’accesso al vano motore può risultare scomodo per un motore elettrico, che in un caso doveva essere inclinato per essere inserito pur consentendo la chiusura del coperchio.
Cosa controllare se vai a vederla
Andando a vedere una Neptun 31 usata, conviene provare il motore a freddo e dopo un funzionamento sufficientemente lungo, verificando che non si spenga improvvisamente e che riparta senza difficoltà. Vanno controllati il filtro del gasolio, la qualità dell’avviamento e l’eventuale presenza di perdite di olio o acqua; è inoltre opportuno accertare quale motore ed elica siano installati e se la spinta sia soddisfacente nella configurazione reale, perché le testimonianze mostrano differenze rilevanti tra eliche. Se è previsto un motore elettrico, bisogna verificare fisicamente l’estrazione e l’inserimento nel vano, nonché la chiusura del relativo coperchio.
Sul governo è importante esaminare timone, pala, albero e barra di emergenza, verificando che il timone originale non presenti danni o ricostruzioni problematiche e che la barra abbia lunghezza e posizione utilizzabili. Va chiarito anche se la barca dispone di ruota, barra o governo idraulico e quanto sarebbe complessa un’eventuale conversione. In coperta occorre controllare i tappi in teak, le teste delle viti, la svasatura disponibile e lo stato del piano, prestando attenzione a segni di refit o di fissaggi non più protetti. Infine, se la barca deve essere trasportata, bisogna misurare la configurazione effettiva: la quota indicata nella discussione è circa 3,03 metri dalla suola della chiglia al supporto dell’albero, ma carrello, albero abbattuto, pulpito e altri elementi possono aumentare sensibilmente l’altezza complessiva, anche di oltre mezzo metro secondo l’osservazione riportata.
Specifiche verificate
Neptun 31Costruzione
- Anno di lancio
- 1976
- Progettista/Studio
- Anton Miglitsch
- Materiale scafo
- vetroresina
- Tecnica di laminazione
- laminazione manuale
- Tipo di chiglia
- chiglia a pinna
Dimensioni
- Baglio massimo
- 3,15 m
- Lunghezza fuori tutto
- 9,45 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 7,8 m
- Pescaggio
- 1,6 m
Pesi e capacità
- Dislocamento
- 4500 kg
- Zavorra
- 1500 kg
Motorizzazione
- Potenza motore standard
- Bukh (20 PS oder 36PS); Mercedes-Benz 54 PS; später Volvo
Prestazioni
- Superficie velica
- 56 m²
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Come è fatta sott'acqua
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Sotto la soglia di 2.0, considerata idonea alla navigazione d'altura.
Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.
Valore nella media delle barche da crociera.
Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.
Dislocamento pesante: più stabile e capace di carico, meno brillante nel leggero.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.
Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.
Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.
Andatura tipica delle crociere costiere moderne.
Ideato da Ted Brewer per stimare quanto bruscamente una barca reagisce all'onda corta — il beccheggio che stanca in navigazione. Lo propose in tono semi-serio: descrive un carattere, non misura il comfort a bordo.
Proporzione equilibrata fra tenuta e abitabilità.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
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