Neptun 27
di Neptun
Neptun 27 secondo i proprietari
Sintesi di 23 osservazioni raccolte in 10 discussioni su 2 forum diversi (de, en). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle testimonianze emerge una barca compatta ma con spazio interno considerato notevole rispetto alle dimensioni, adatta in alcuni casi a una famiglia e apprezzata per il pescaggio ridotto e la possibilità di trasporto su strada. Un proprietario la descrive come sicura anche con condizioni impegnative, ma si tratta della sua configurazione e del suo esemplare. Le esperienze sulla velocità sono meno favorevoli: una barca viene descritta come poco incisiva di bolina e, con vele vecchie e assetto da crociera, molto lenta in regata; dopo interventi su vele e regolazioni il comportamento è migliorato. Chi cerca soprattutto prestazioni veliche o un’imbarcazione facile da ispezionare e manutenere dovrebbe quindi valutare con particolare attenzione il singolo esemplare.
Cosa funziona
Più proprietari apprezzano il rapporto tra dimensioni esterne e abitabilità: una famiglia riferisce di poter ospitare due adulti e tre bambini, mentre un altro partecipante parla di molto spazio interno per una barca di queste dimensioni. La trasportabilità su strada è considerata un vantaggio concreto da più di una testimonianza.
Il pescaggio ridotto, indicato da un proprietario in circa 0,95 m, consente secondo la sua esperienza di avvicinarsi maggiormente a riva e di ritardare la virata rispetto a barche più profonde. In un altro caso l’esemplare è giudicato stabile e adatto a condizioni impegnative, ma il contributo del progetto e quello dell’allestimento individuale non sono distinguibili. La configurazione con deriva è inoltre apprezzata per la possibilità di operare in acque basse, anche se le discussioni sull’appoggio a secco esprimono opinioni contrastanti.
Cosa dà problemi
Le criticità più concrete riguardano l’età e lo stato dei singoli esemplari. Sono stati segnalati una tenuta dell’asse che perdeva, acqua nella zona poppiera con origine ancora da chiarire e, su un’altra barca con deriva mobile, infiltrazioni apparentemente provenienti dal tubo o da un raccordo del sollevamento della deriva. In un esemplare sono stati osservati corrosione della chiglia e un motore con vernice sfogliata e ruggine; gli utenti hanno però ricondotto quest’ultimo fenomeno alla possibile esposizione marina di un vecchio motore, non a un difetto della serie. Su una prima generazione la deriva era bloccata, forse per ruggine, sporco, limo o pietre, senza una diagnosi definitiva.
L’accesso al vano motore attraverso piccoli pannelli è giudicato scomodo, soprattutto per persone robuste, e in un caso il vano motore e i gavoni separati potevano raccogliere acqua o liquidi contaminati. Sul piano velico, un proprietario riferisce scarso angolo di bolina e scarroccio; un altro ha riscontrato una forte flessione dello strallo di prua con vento oltre circa 4 Beaufort e andature portanti, nel proprio specifico armo. Vele vecchie e assetto da crociera hanno penalizzato le prestazioni di un esemplare, poi migliorate con una nuova genoa e modifiche all’assetto. Infine, un timone fotografato su una barca usata appariva deformato o danneggiato, mentre la compatibilità e le caratteristiche dell’elica pieghevole non erano facilmente identificabili su un’altra unità.
Cosa controllare se vai a vederla
Durante la visita conviene verificare anzitutto l’accessibilità effettiva al motore, all’invertitore, al waterlock e al passaggio dell’asse, aprendo i pannelli e controllando se l’accesso consente davvero le operazioni di manutenzione. Va cercata la presenza di acqua nei gavoni di poppa e nella sentina, distinguendo tra perdite dalla tenuta dell’asse, infiltrazioni dal passaggio del timone o da eventuali prolunghe poppiere e problemi del circuito della deriva. Su una versione con deriva mobile è importante movimentare la deriva e controllare tubo, raccordi e guarnizioni del sollevamento; se la deriva è bloccata, la causa potrebbe essere corrosione ma anche sporco, limo o pietre.
Occorre ispezionare la chiglia e il ciclo del fondo per individuare corrosione, oltre al motore per ruggine e vernice sfogliata. È prudente controllare il timone smontandolo o esaminandolo con attenzione se appare deformato, danneggiato o costruito con materiali e protezioni non chiaramente integri. Vanno poi valutati età e condizioni di vele, genoa, stralli, tenditori e assetto complessivo, provando se possibile la barca con vento sufficiente per osservare la flessione dello strallo e la capacità di stringere il vento. Infine, bisogna identificare con certezza motore, trasmissione e modello di elica, verificando diametro, passo e senso di rotazione; il valore dell’esemplare dovrebbe essere rapportato al refit già eseguito, alle vele, al motore, allo stato generale e agli eventuali accessori, come il dispositivo per abbattere l’albero. Se si prevede un fuoribordo di emergenza, va controllata la configurazione del pozzetto: su una delle barche descritte il fondo era chiuso e sotto passava l’asse, rendendo quell’installazione non praticabile in quella posizione.
Specifiche verificate
Neptun 27Costruzione
- Anno di lancio
- 1975
- Progettista/Studio
- Neptun Boote GmbH & Co KG
- Materiale scafo
- vetroresina (poliestere rinforzato con fibra di vetro)
- Tecnica di laminazione
- laminazione manuale
- Tipo di chiglia
- chiglia a pinna
Dimensioni
- Baglio massimo
- 2,5 m
- Lunghezza fuori tutto
- 8,15 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 6,3 m
- Pescaggio
- 1,25 m
Pesi e capacità
- Dislocamento
- 1700 kg
- Zavorra
- 550 kg
Prestazioni
- Superficie velica
- 32 m²
Layout
- Numero posti letto
- 5
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Come è fatta sott'acqua
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Sopra la soglia di 2.0: profilo più orientato alla navigazione costiera che all'altura.
Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.
Valore nella media delle barche da crociera.
Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.
Dislocamento medio, tipico delle crociere moderne.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.
Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.
Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.
Movimento vivace: tipico di barche leggere e sportive, stancante sulle lunghe distanze.
Ideato da Ted Brewer per stimare quanto bruscamente una barca reagisce all'onda corta — il beccheggio che stanca in navigazione. Lo propose in tono semi-serio: descrive un carattere, non misura il comfort a bordo.
Proporzione equilibrata fra tenuta e abitabilità.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
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