Sun Odyssey 42 CC
di Jeanneau
Sun Odyssey 42 CC secondo i proprietari
Sintesi di 21 osservazioni raccolte in 5 discussioni su 5 forum diversi (inglese, tedesco, francese). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle esperienze raccolte, la Jeanneau Sun Odyssey 42 CC emerge soprattutto come un cruiser confortevole e solido, pensato per la crociera più che per la regata. Un proprietario che la utilizza intensamente nel Mediterraneo la descrive rassicurante in mare, mentre un altro la considera facilmente manovrabile in coppia; resta però una barca di dimensioni impegnative per chi proviene da unità molto più piccole o per chi deve gestirla da solo. Le prestazioni sembrano equilibrate: può risalire bene al vento, ma non viene descritta come particolarmente brillante con vento leggero alle andature portanti né come una barca veloce in senso assoluto. La cabina armatoriale di poppa è apprezzata per il comfort, ma l’idoneità concreta all’acquisto dipende molto dall’allestimento e dallo stato dell’elettronica del singolo esemplare.
Cosa funziona
Il riscontro più netto riguarda il comportamento in mare, anche se proviene da singoli utilizzatori. Un proprietario riferisce di percorrere circa 4.000–5.000 miglia l’anno nel Mediterraneo trovandola molto buona e rassicurante; nello stesso contesto la considera facile da manovrare in coppia, anche con un equipaggio anziano. Altri racconti descrivono una buona stabilità di rotta con vento forte e mare sgradevole al quarto, poco sbatacchiamento procedendo a motore controvento e un pozzetto che, in una determinata uscita, ha lasciato l’equipaggio in gran parte asciutto. Sono impressioni legate a esemplari e condizioni specifiche, non verifiche indipendenti dell’intera serie.
Sul piano abitativo, un utente giudica molto lussuosa e nettamente più confortevole rispetto ad altre barche confrontate la cabina armatoriale di poppa, con letto matrimoniale centrale. La barca viene inoltre percepita come un cruiser confortevole e solido, non come una regata. A vela, un proprietario riferisce una buona risalita al vento, con circa 3,5–4,5 nodi in 7–8 nodi di vento reale nella propria configurazione; alle portanti, però, secondo la stessa esperienza, serve più vento per ottenere buone prestazioni.
Cosa dà problemi
Le criticità più concrete emerse riguardano il singolo equipaggiamento, non difetti dimostrati della costruzione. Un esemplare conserva un vecchio autopilota Autohelm ancora funzionante, ma l’età dell’elettronica viene considerata un possibile rischio di affidabilità. Nella discussione si sconsiglia inoltre di collegare due autopiloti tramite una commutazione elettronica complessa, preferendo sistemi indipendenti con passaggio manuale: è un rilievo sul retrofit dell’impianto, non sull’installazione originale della barca. Un proprietario di un esemplare del 1998 segnala anche difficoltà nel reperire un manuale adeguato, avendo a disposizione solo fotocopie scadenti e in parte illeggibili.
Sul piano dell’uso, il pozzetto viene percepito da un utente come relativamente alto rispetto a quello di una barca con pozzetto di poppa, e un navigatore con esperienza su una barca da 30 piedi l’ha trovata molta barca da comandare. Un contributo la giudica non particolarmente veloce; un altro considera la randa avvolgibile un possibile punto di miglioramento, ma non viene riferito alcun guasto e non è possibile stabilire se tale configurazione fosse standard. Le segnalazioni sull’altezza dei bagni e sugli spazi di stivaggio provengono invece da una Sun Odyssey 42.1, non dalla 42 CC, quindi non vanno considerate difetti accertati del modello qui valutato.
Cosa controllare se vai a vederla
Visitando un esemplare usato, verificherei anzitutto età, funzionamento e stato reale dell’autopilota, chiedendo anche come sia stato realizzato l’eventuale sistema di riserva: è preferibile capire se esistano circuiti indipendenti e un passaggio manuale, invece di una commutazione elettronica complessa. Controllerei poi se sono disponibili manuali e schemi elettrici leggibili e coerenti con l’impianto effettivamente installato, senza dare per scontato che la documentazione originale sia facilmente reperibile.
Proverei la barca in manovra e, se possibile, in navigazione, valutando quanto il pozzetto alto sia comodo per chi dovrà governarla e se le sue dimensioni siano gestibili dall’equipaggio previsto, soprattutto in solitario o con poche persone. Esaminerei con attenzione la configurazione velica: presenza e stato della randa avvolgibile, qualità delle vele e comportamento alle portanti con vento leggero, perché le prestazioni riferite dipendono anche dall’allestimento e dall’esemplare. Infine controllerei direttamente il comfort della cabina armatoriale e l’organizzazione degli interni; non trasferirei automaticamente alla 42 CC le segnalazioni su altezza dei bagni o stivaggio limitato, perché nel materiale provengono dalla 42.1. Nel valutare un annuncio, verificherei inoltre con particolare prudenza identità dell’imbarcazione, documenti e condizioni reali quando il prezzo appare molto inferiore a quello normalmente richiesto.
Specifiche verificate
Jeanneau Sun Odyssey 42 CCCostruzione
- Progettista/Studio
- Jeanneau; Guy Ribadeau Dumas
- Certificazione CE
- Categoria A — Altomare/Ocean, secondo la scheda Jeanneau; un annuncio di esemplare del 1997 riporta anch'esso categoria A
- Tipo di chiglia
- Chiglia a pinna con bulbo; timone separato a pala
Dimensioni
- Baglio massimo
- 4,1 m
- Lunghezza fuori tutto
- 12,85 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 10,15 m
- Pescaggio
- 2 m
Pesi e capacità
- Dislocamento
- 8600 kg
- Zavorra
- 2610 kg
Motorizzazione
- Potenza motore standard
- 59
Altro
- capacit%c3%a0_serbatoio_acqua
- 440
- capacit%c3%a0_serbatoio_carburante
- 225
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Come è fatta sott'acqua
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Sopra la soglia di 2.0: profilo più orientato alla navigazione costiera che all'altura.
Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.
Valore nella media delle barche da crociera.
Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.
Dislocamento medio, tipico delle crociere moderne.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.
Andatura tipica delle crociere costiere moderne.
Ideato da Ted Brewer per stimare quanto bruscamente una barca reagisce all'onda corta — il beccheggio che stanca in navigazione. Lo propose in tono semi-serio: descrive un carattere, non misura il comfort a bordo.
Proporzione equilibrata fra tenuta e abitabilità.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
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Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Sun Odyssey 42 CC o la conosci bene, correggici.
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