Dufour 40
di Dufour
Dufour 40 secondo i proprietari
Sintesi di 30 osservazioni raccolte in 4 discussioni su 3 forum diversi (francese, italiano, inglese). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle testimonianze raccolte, il Dufour 40 è una barca orientata alle prestazioni, descritta come rapida e piacevole da timonare, ma capace anche di offrire un compromesso con il comfort familiare. Più proprietari ne apprezzano la manovrabilità, la stabilità di rotta di bolina e la relativa facilità di conduzione con equipaggio ridotto. Ha senso per chi cerca una barca da crociera con una componente velica coinvolgente; chi invece privilegia soprattutto volumetria interna e abitabilità da grande cruiser dovrebbe verificare con attenzione cabine di poppa, altezza sotto i passavanti e qualità dell’allestimento. Le prestazioni dipendono anche dalla configurazione, in particolare dal tipo di chiglia e dall’assetto velico.
Cosa funziona
Le esperienze d’uso sono generalmente positive sul piano nautico. Un proprietario riferisce rapidità a tutte le andature dopo circa 3000 miglia, mentre un altro descrive, dopo circa 3500 miglia, una notevole stabilità di rotta di bolina con le vele ben regolate. Altri utenti parlano di buona manovrabilità, comportamento soddisfacente in mare e di un piacere di barra particolarmente marcato, con risposta fine, numerose posizioni utili per timonare e ruota di grande diametro. La conduzione viene inoltre ritenuta relativamente semplice anche con equipaggio ridotto, grazie alla disposizione dell’attrezzatura.
Sul piano pratico, un proprietario apprezza la qualità e il dimensionamento dell’accastellamento originale, indicato come Harken sulla propria unità. Un esemplare del 2005 viene descritto come dotato di interni razionali e buona abitabilità, dopo vari lavori e migliorie. Anche la costruzione è stata giudicata piuttosto buona da un partecipante, che ha citato scafo in infusione e coperta in iniezione; si tratta però di una valutazione personale, accompagnata da discussioni sulla preferenza per il laminato pieno rispetto al sandwich.
Cosa dà problemi
Due discussioni, su forum diversi, riportano scricchiolii durante la navigazione con onda, soprattutto di bolina. In un caso il proprietario li attribuisce a montaggi troppo accoppiati e li considera probabilmente non strutturali; il materiale non consente quindi di stabilire se si tratti di un difetto di progetto, di montaggio o di un fenomeno limitato a singoli esemplari. Sempre su una specifica barca sono state segnalate infiltrazioni sotto la vernice dei mobili, attribuite a una verniciatura difettosa sui bordi dei pannelli, oltre a finiture e montaggi poco pratici che hanno richiesto modifiche.
L’abitabilità non sembra essere il punto forte rispetto a modelli più voluminosi: un proprietario segnala spazio ridotto soprattutto nelle cabine di poppa e un’altra osservazione rileva altezza non generosa sotto i passavanti. Sono inoltre stati giudicati scomodi l’accesso alla zattera stivata sotto il pagliolo, le bocchette posteriori dei serbatoi e le batterie da controllare o rabboccare. Un proprietario riferisce che la barca può battere un po’ sull’onda di bolina; con vento oltre 15–20 nodi viene raccomandato l’uso sistematico di un solent su strallo amovibile, per cui la resa dipende anche dall’allestimento velico. Restano non confermate le voci su delaminazioni nella zona della chiglia e su problemi di laminazione del timone; il materiale non fornisce prove sufficienti per considerarle difetti della serie.
Cosa controllare se vai a vederla
Durante la visita conviene ascoltare la barca e, se possibile, provarla con un po’ di onda e di bolina, verificando la presenza e l’origine degli scricchiolii senza interpretarli automaticamente come un problema strutturale. Va esaminata con attenzione la verniciatura dei mobili, soprattutto sui bordi dei pannelli, cercando tracce di infiltrazione, distacchi o riparazioni, e vanno controllati finiture, accoppiamenti e modifiche già eseguite dal precedente armatore. È utile verificare concretamente l’accessibilità della zattera, delle bocchette posteriori di acqua e gasolio e delle batterie, nonché la praticità generale dei montaggi.
Occorre poi identificare la configurazione effettiva dell’esemplare: profondità e tipo di chiglia, piano velico, eventuale solent su strallo amovibile e attrezzatura installata. In particolare, va controllato il sistema dell’autopilota: su almeno una configurazione il motore agisce sulla catena della ruota invece che direttamente sul settore, e il proprietario segnala una possibile perdita del governo automatico in caso di rottura delle drosse. Infine, è opportuno ispezionare timone e zona della chiglia con un tecnico, non perché le voci di delaminazione o di problemi di laminazione siano confermate, ma proprio per distinguere una reale anomalia dalle segnalazioni non verificate emerse nei forum, e valutare di persona l’abitabilità delle cabine di poppa e l’altezza sotto i passavanti.
Specifiche verificate
Dufour 40Costruzione
- Anno di lancio
- Debutto al Cannes Boat Show, 11-16 settembre 2002
- Progettista/Studio
- Dufour Yachts; progettista Umberto Felci; layout e coperta di Patrick Roseo
- Certificazione CE
- Categoria A — Ocean-going; organismo notificato CE/0607
- Materiale sandwich (core)
- PVC, con fibre di vetro e Kevlar nel laminato dello scafo
- Materiale scafo
- Laminato composito in vetroresina con sandwich PVC/Kevlar; il manuale del proprietario identifica la costruzione generale come vetroresina
- Tecnica di laminazione
- Coperta iniettata sottovuoto; scafo laminato sottovuoto con sandwich PVC/vetro/Kevlar
- Tipo di chiglia
- Chiglia a pinna con bulbo e timone a pala; disponibili pescaggio corto e lungo
Dimensioni
- Baglio massimo
- 3,9 m
- Lunghezza fuori tutto
- 40,42 ft / 12,32 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 10,74 m
- Pescaggio
- 1,60 m versione corta; 2,10 m versione lunga
Pesi e capacità
- Capacità serbatoio acqua
- 330 l nel manuale del modello; 348 l nella scheda USA contemporanea
- Capacità serbatoio carburante
- 160 l nel manuale del modello; 159 l nella scheda USA contemporanea
- Dislocamento
- 7.800 kg versione corta; circa 7.900 kg versione lunga
- Zavorra
- 2.800 kg versione corta; 2.700 kg versione lunga
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Come è fatta sott'acqua
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Sotto la soglia di 2.0, considerata idonea alla navigazione d'altura.
Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.
Valore nella media delle barche da crociera.
Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.
Dislocamento medio, tipico delle crociere moderne.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.
Andatura tipica delle crociere costiere moderne.
Ideato da Ted Brewer per stimare quanto bruscamente una barca reagisce all'onda corta — il beccheggio che stanca in navigazione. Lo propose in tono semi-serio: descrive un carattere, non misura il comfort a bordo.
Proporzione equilibrata fra tenuta e abitabilità.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
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Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Dufour 40 o la conosci bene, correggici.
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