Dufour 36 Classic
di Dufour
Dufour 36 Classic secondo i proprietari
Sintesi di 22 osservazioni raccolte in 7 discussioni su 4 forum diversi (inglese, italiano, tedesco). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Secondo i proprietari, la Dufour 36 Classic è una cruiser a vela piacevole da condurre, con buone capacità veliche e una costruzione giudicata robusta anche dopo impieghi intensi. Ha senso per chi cerca una barca abitabile e pratica, con gavoni capienti e diverse configurazioni interne, da usare sia per crociere sia in contesti di charter o scuola vela. Le testimonianze sulla leggerezza al timone e sul comportamento in condizioni difficili sono positive, ma restano esperienze individuali e non consentono di generalizzare la sicurezza o le prestazioni a tutta la serie. Chi valuta un esemplare usato deve prestare particolare attenzione ai primi scafi, al sistema di governo, alla trasmissione, al supporto del babystay e allo stato delle finestrature.
Cosa funziona
Più proprietari con esperienza su barche usate intensamente descrivono la costruzione come ben riuscita o almeno pari a quella delle migliori concorrenti di produzione in serie; in due testimonianze non risultano cedimenti importanti dopo anni di impiego, anche su unità da charter o scuola vela. Un esemplare del 2000 impiegato in charter in Grecia viene riferito ancora in ottime condizioni.\n\nLe impressioni di navigazione sono generalmente favorevoli: un proprietario parla di barca piacevole e leggera al timone, con reazioni progressive anche durante un broach; un altro giudica stabile, veloce e facile da condurre la versione a chiglia corta con randa avvolgibile nell'albero. In un episodio isolato, con vento forza 7 e una sbandata prossima ai 90 gradi, la barca si sarebbe raddrizzata quasi spontaneamente. Anche i gavoni del pozzetto vengono apprezzati: su una versione a due cabine di poppa sono stati giudicati abbastanza grandi da contenere facilmente un tender di 2,4 metri, con fondi molto rigidi. La distribuzione degli spazi cambia però sensibilmente tra le configurazioni: la versione a due cabine offre una cabina di poppa più grande e un grande gavone, mentre quella con due cabine di poppa sacrifica parte di questi volumi ma conserva gavoni ritenuti capienti. Un proprietario riferisce infine che la propria randa avvolgibile nell'albero non si è mai inceppata e non ha richiesto attenzioni particolari.
Cosa dà problemi
Le criticità documentate non delineano un difetto unico e generalizzato, ma diversi punti da verificare sul singolo esemplare. Sui primi scafi viene segnalato un possibile problema all'asta, al supporto o al tubo del timone: un proprietario del 1998 riferisce di aver rinforzato il tubo nella zona di uscita dallo scafo. In un'altra occasione il timone è diventato improvvisamente duro quando è entrato in funzione l'autopilota; il problema si è risolto disattivandolo e potrebbe anche essere dipeso da un'attivazione involontaria, quindi non è certo che si trattasse di un guasto.\n\nSul piano meccanico, un proprietario riferisce la sostituzione della guarnizione del saildrive entro i primi sette anni. Lo stesso resoconto cita, su due barche, guasti pluriennali a riduttore, frizione, elica abbattibile e motore Volvo: è una testimonianza personale sui componenti di propulsione, non una prova di un problema tipico del modello. Su una versione con cabina armatoriale a prua, il supporto del babystay è stato giudicato poco robusto perché, con mare formato di prua, fa lavorare il tambuccio; il proprietario valutava un rinforzo o una modifica, senza chiarire quanto il fenomeno sia diffuso. Le finestrature originali di un esemplare del 2001 risultano deteriorate esteticamente e possono essere difficili e costose da sostituire: i ricambi Lewmar non sempre sembrano disponibili come componenti standard, le dimensioni possono differire tra i finestrini e talvolta è necessario rifare il plexiglas su misura. Non viene però documentata una perdita d'acqua.
Cosa controllare se vai a vederla
Durante la visita conviene anzitutto accertare l'anno e la storia dell'esemplare, verificando in particolare se appartiene ai primi scafi e se sono già stati eseguiti interventi sul tubo, sull'asta o sui supporti del timone. Il sistema di governo va provato sotto carico e per tutta la corsa, cercando giochi, impuntamenti o durezza; l'autopilota dovrebbe essere inserito e disinserito più volte per verificare che il comando non renda il timone rigido e che non ci siano attivazioni anomale.\n\nVanno controllati il supporto del babystay e la zona del tambuccio, soprattutto sulle unità con cabina armatoriale a prua, cercando deformazioni, movimenti o rinforzi già applicati. Sul motore e sulla trasmissione è prudente ricostruire la manutenzione di saildrive, guarnizione, riduttore, frizione ed elica, e provare il sistema sia in avanti sia in retromarcia. Le finestrature meritano un esame accurato per deterioramento, sigillature e tracce di infiltrazione; bisogna inoltre verificare in anticipo la disponibilità dei ricambi e considerare che alcuni plexiglas potrebbero richiedere rilievo, campione originale e realizzazione su misura. Infine, la capacità dei gavoni e l'abitabilità vanno valutate in rapporto alla configurazione concreta — due o tre cabine, uno o due bagni, una o due cabine di poppa — perché i volumi disponibili cambiano e non sono un difetto uniforme della serie.
Specifiche verificate
Dufour 36 ClassicCostruzione
- Anno di lancio
- Circa 2000
- Certificazione CE
- Categoria CE A; la fonte cita anche la conformità al Bureau Veritas Standard One
- Garanzia osmosi dichiarata
- 10 anni contro difetti strutturali di materiali e lavorazione e contro blistering del gelcoat sulle superfici immerse dello scafo, esclusi chiglia e timone
- Giunzione scafo-coperta
- Flangia rivolta verso l’interno sullo scafo; coperta incollata con adesivo Sikaflex e fissata con viti autofilettanti a circa 6 pollici di interasse, poi coperta dal bottazzo
- Materiale sandwich (core)
- PVC ad alta densità nel laminato dello scafo sopra la linea di galleggiamento; sandwich in balsa per la stampata di coperta
- Materiale scafo
- GRP/vetroresina; sopra la linea di galleggiamento con anima in PVC ad alta densità
- Tecnica di laminazione
- Laminazione manuale con uno strato di mat in fibra di vetro in resina vinilestere e ulteriori sei strati di mat e vetro non tessuto biassiale e triassiale; struttura sottoposta a vacuum-bagging
Dimensioni
- Baglio massimo
- 3,76 m
- Lunghezza al galleggiamento
- 9,17 m
Pesi e capacità
- Dislocamento
- 5933 kg
- Zavorra
- 1600 kg
Motorizzazione
- Potenza motore standard
- Volvo Penta MD2030 Saildrive, 30 hp
Prestazioni
- Superficie velica
- 69 m²
Layout
- Numero cabine
- Configurazione a 3 cabine oppure a 2 cabine, secondo l'allestimento
- Numero posti letto
- 6
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Come è fatta sott'acqua
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Sopra la soglia di 2.0: profilo più orientato alla navigazione costiera che all'altura.
Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.
Zavorra contenuta rispetto al dislocamento.
Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.
Dislocamento medio, tipico delle crociere moderne.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Armo generoso: buone prestazioni nel leggero, richiede riduzione precoce con vento forte.
Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.
Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.
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Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Dufour 36 Classic o la conosci bene, correggici.
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