Bavaria 38 Cruiser
di Bavaria
Bavaria 38 Cruiser secondo i proprietari
Sintesi di 33 osservazioni raccolte in 8 discussioni su 6 forum diversi (es, fr, en, da, sv). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.
Dalle testimonianze dei proprietari, la Bavaria 38 Cruiser è soprattutto una barca spaziosa, luminosa e relativamente facile da condurre, con un rapporto percepito favorevole tra volume, prezzo ed età. Ha senso per crociere familiari o di lunga durata: alcuni proprietari la descrivono adatta anche a navigazioni impegnative e, con modifiche agli impianti, a un grande viaggio tropicale. Più testimonianze riferiscono un comportamento sano e buone prestazioni, ma i risultati dipendono molto da annata, chiglia, vele, allestimento e condizioni dell’esemplare. Non è invece una barca da comprare senza un controllo accurato: emergono singoli casi di infiltrazioni, finiture incomplete, interventi sulla chiglia e dubbi sulla robustezza della piattaforma di poppa, oltre a qualche limite ergonomico.
Cosa funziona
Il pregio più ricorrente è l’abitabilità: più proprietari sottolineano la notevole volumetria interna in rapporto alla lunghezza, gli interni luminosi, il layout riuscito e il pozzetto ampio. Sull’esemplare del 2008, le panche posteriori lunghe oltre due metri sono state giudicate comode per sei-otto persone; altri apprezzano i passaggi laterali liberi, la sprayhood e l’arredo in mogano. Anche il rapporto tra spazio disponibile, quantità di barca e prezzo viene valutato positivamente da più di un proprietario, sebbene si tratti di giudizi personali legati a specifici esemplari e mercati.
Sul piano nautico, diversi proprietari descrivono la barca come facile da manovrare, anche da soli, e con comportamento equilibrato; in una testimonianza viene riferita una buona governabilità con vento di forza 6. Sono riportate buone prestazioni sia con vento leggero sia con vento medio, ma su configurazioni precise, talvolta con chiglia profonda e vele maggiorate. Un proprietario apprezza inoltre la possibilità di gestire dal pozzetto le principali funzioni, mentre sull’unità del 2008 il Volvo D2-40 è giudicato sufficiente e dai consumi molto bassi. La componentistica citata positivamente su un’altra barca comprende albero Selden, saildrive Volvo, winch Harken e avvolgitore Furlex; non è però possibile considerarla dotazione uniforme di tutte le annate. Anche l’avvolgiranda divide i giudizi: per un proprietario è molto comodo in solitario, mentre un altro lo considera poco gradito.
Cosa dà problemi
Le criticità più concrete riportate riguardano singoli esemplari e non dimostrano difetti generalizzati della serie. Su una barca del 2005 sono state riscontrate zone non visibili senza topcoat e teste di pannelli in compensato non trattate; sulla stessa unità è stata segnalata un’infiltrazione dal portello del garage, con acqua sul pagliolo del pozzetto durante piogge forti. In un altro caso, una Bavaria 38 Cruiser del 2005 aveva già richiesto il riattacco della chiglia, ma la storia della barca era incompleta: il dato va quindi considerato come motivo di verifica, non come prova di un problema strutturale tipico. La sostituzione della falchetta poppiera descritta in un forum è un lavoro complesso, ma anche questo riguarda una singola unità; il caso di falchetta ammaccata citato su una Bavaria 37 proveniente da charter è solo comparativo.
La piattaforma di poppa abbattibile viene apprezzata per la comodità, ma un proprietario la giudica potenzialmente fragile e altri osservatori esprimono dubbi sulla sua resistenza durante ormeggi di poppa o con il peso di una passerella. Non viene documentato un cedimento certo, bensì una vulnerabilità ipotizzata e la presenza, su alcune barche, di cavi di sicurezza. L’accesso laterale verso poppa può essere scomodo perché la ruota ostacola il passaggio; la posizione della strumentazione sulla colonna è stata giudicata meno pratica da un proprietario. Un impianto frigorifero, usato ai tropici, funzionava quasi continuamente e consumava molta energia: il proprietario lo attribuisce all’impianto e all’isolamento non ottimale di quella barca in quel clima, non alla serie. Infine, un proprietario del 2010 riferisce difficoltà a conservare velocità molto orzati, nonostante vele nuove, mentre altri giudizi sulle prestazioni sono positivi e riferiti a configurazioni diverse.
Cosa controllare se vai a vederla
Andando a vedere un esemplare usato, conviene esaminare con attenzione tutte le zone normalmente nascoste, verificando la presenza di topcoat, il trattamento delle teste dei pannelli e lo stato generale delle finiture interne. Va provata la tenuta del portello del garage con particolare attenzione ai segni di acqua o colature nel pozzetto. È importante ricostruire la storia della chiglia e controllare eventuali lavori già eseguiti sul suo attacco, senza dedurre automaticamente dal singolo caso che si tratti di un difetto della serie. Sulla piattaforma di poppa bisogna verificare funzionamento, giochi, stato del sistema elettrico e dei cavi o altri dispositivi di sicurezza, soprattutto se la barca è stata usata in charter o viene ormeggiata di poppa con passerella.
Occorre poi controllare la falchetta, in particolare nella parte poppiera curva, cercando ammaccature, riparazioni e infiltrazioni attorno ai numerosi fissaggi; un’eventuale sostituzione può richiedere un lavoro lungo e accurato. In coperta è utile provare il passaggio laterale verso poppa con la ruota nelle diverse posizioni e valutare se l’ergonomia è accettabile. Vanno identificati con precisione il tipo di sistema della randa e il suo stato, verificandone il funzionamento reale e la facilità d’uso in solitario; per l’avvolgiranda, le testimonianze sono discordanti, quindi conta soprattutto la prova pratica. È opportuno verificare anche posizione e leggibilità della strumentazione dal posto di governo.
Infine, durante una prova in mare andrebbero controllati il comportamento con vento al traverso e di bolina, la capacità di mantenere velocità quando si orza e la facilità di manovra da soli. Bisogna annotare annata, chiglia, piano velico, motore e dotazioni prima di confrontare le prestazioni con quelle riferite nei forum, perché i dati disponibili provengono da configurazioni diverse. Se l’imbarcazione è destinata a climi caldi o a lunghe permanenze in rada, è prudente verificare isolamento e assorbimento del frigorifero, insieme all’autonomia effettiva delle batterie. Restano non verificati nel materiale i dubbi sugli scarichi del pozzetto del modello 2008: non vanno trattati come un difetto accertato, ma possono comunque essere inclusi nei controlli generali di conformità e drenaggio.
Specifiche verificate
Bavaria 38 CruiserCostruzione
- Anno di lancio
- 2000
- Progettista/Studio
- Bavaria Yachtbau GmbH; progetto J&J Design
- Certificazione CE
- Categoria di progettazione CE A
- Garanzia osmosi dichiarata
- Cinque anni, secondo la descrizione pubblicata dalla rivista consultata; non è stata reperita una garanzia originale Bavaria dell'epoca per confermare condizioni ed esclusioni.
- Materiale scafo
- GRP/VTR; la descrizione costruttiva consultata indica laminato pieno fino alla linea di galleggiamento e sandwich GRP/anima in schiuma sopra la linea di galleggiamento.
- Tecnica di laminazione
- La fonte descrive un rinforzo del laminato nella zona di collegamento della chiglia e l'impiego di tessuto Kevlar a prua per aumentare la resistenza agli urti. Non è verificata una specifica tecnica di laminazione come infusione sottovuoto o laminazione manuale.
- Tipo di chiglia
- Chiglia fissa a pinna; zavorra in ghisa. Sono documentate almeno una versione normale da 1,70 m e una versione a chiglia profonda circa 2,00 m.
Dimensioni
- Baglio massimo
- 3,87 m
- Lunghezza fuori tutto
- 12,13 m / 39,8 ft
- Lunghezza al galleggiamento
- 10,25 m
- Pescaggio
- 1,70; è documentata anche una versione a chiglia profonda da circa 2,00 m
Pesi e capacità
- Capacità serbatoio acqua
- circa 300
- Capacità serbatoio carburante
- circa 150
- Dislocamento
- 7000 kg
- Zavorra
- 2096 kg
Motorizzazione
- Potenza motore standard
- Volvo Penta MD2030, circa 29-30 HP, documentato su esemplari 2003-2006; la manualistica della serie contempla più motorizzazioni, quindi non è prudente considerarlo universale per ogni unità.
Prestazioni
- Superficie velica
- Randa avvolgibile circa 32,10 m² oppure randa steccata circa 37,60 m²; genoa circa 45,80 m².
Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.
Come è fatta sott'acqua
Indici comparativi
Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.
Sopra la soglia di 2.0: profilo più orientato alla navigazione costiera che all'altura.
Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.
Zavorra contenuta rispetto al dislocamento.
Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.
Dislocamento medio, tipico delle crociere moderne.
Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.
Armo contenuto: può risultare pigra con vento leggero.
Potenza velica in rapporto al peso: indica quanto la barca è armata rispetto a quanto pesa.
Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.
Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.
Andatura tipica delle crociere costiere moderne.
Ideato da Ted Brewer per stimare quanto bruscamente una barca reagisce all'onda corta — il beccheggio che stanca in navigazione. Lo propose in tono semi-serio: descrive un carattere, non misura il comfort a bordo.
Scafo largo: molto volume interno e stabilità di forma, più duro con onda al mascone.
Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.
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