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Bavaria

Bavaria 34 Cruiser

di Bavaria

Confronta con un'altra barca
Anno di lancio
2000
Tipo
A vela
Lunghezza
10.5 m

Bavaria 34 Cruiser secondo i proprietari

Sintesi di 29 osservazioni raccolte in 11 discussioni su 3 forum diversi (inglese, tedesco). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.

Dalle testimonianze disponibili, la Bavaria 34 Cruiser appare come una barca con spazi interni relativamente ampi per la categoria e, secondo alcuni proprietari, un buon compromesso tra abitabilità e prestazioni, soprattutto nelle generazioni precedenti. Un armatore riferisce di averla utilizzata anche per trasferimenti offshore di circa 100 miglia con mare impegnativo, ma si tratta di un’esperienza individuale e non consente di generalizzare a ogni esemplare o allestimento. È una barca da valutare caso per caso, perché tra le unità cambiano layout, impianti e dotazioni, compreso l’autopilota. Non è adatta a chi cerca un acquisto da usare senza un controllo approfondito di timoneria, autopilota, motore, coperta e impianti.

Cosa funziona

Più proprietari descrivono positivamente gli spazi: nel confronto con modelli più piccoli, la zona bagno e le cabine delle 33/34 risultano sensibilmente più ampie. Un proprietario considera la generazione precedente, indicativamente dal 2001, meglio equilibrata tra abitabilità e prestazioni rispetto a modelli successivi; è però un giudizio personale e non vale automaticamente per tutte le unità. La configurazione interna può inoltre cambiare, per esempio tra versioni a due e tre cabine, e alcuni esemplari hanno interni in rovere percepiti come più luminosi.

Sul piano della navigazione, una testimonianza riferisce trasferimenti con mare abbastanza duro mantenendo fiducia nella barca, mentre altri proprietari della stessa generazione riportano che, nonostante flessibilità percepita e scricchiolii in condizioni dure, non hanno riscontrato problemi strutturali dopo anni di utilizzo, anche charter. La regolazione della tensione delle catene della timoneria viene descritta come accessibile una volta individuati i tenditori. Questi riscontri sono utili, ma restano esperienze individuali e non una garanzia sulle condizioni di una barca usata specifica.

Cosa dà problemi

Le segnalazioni più delicate riguardano il governo e l’autopilota. Su singoli esemplari sono stati rilevati gioco morto o catene allentate, differenze nell’angolo massimo di rotazione tra i due lati, gioco percepibile alla ruota e sterzo a scatti o rumoroso; in alcuni casi si ipotizzano regolazione, grasso indurito, cuscinetti o gioco nella scatola di rinvio, non necessariamente un difetto di progetto. In una configurazione specifica, la frizione dell’attuatore Lewmar è rimasta innestata dopo il cedimento di un cuscinetto ad aghi, bloccando progressivamente il timone e rendendo inutilizzabile anche la barra di emergenza; la stessa discussione segnala inoltre che quell’impianto non consentiva un rapido disaccoppiamento meccanico. Sono stati riferiti anche guasti alla frizione e sostituzioni dell’attuatore, ma non è dimostrato che il problema riguardi tutte le barche.

Motore, coperta e impianti presentano soprattutto criticità riferite a singoli esemplari o alla loro manutenzione. Sono stati segnalati usura del Bendix e difficoltà di avviamento, corrosione e ostruzione del gomito di scarico, nonché gioco e vaiolatura delle pale di un’elica pieghevole. Un portellone di poppa ha avuto guasti ripetuti agli attuatori elettrici. Sul teak sono comparsi una finitura successiva scivolosa e sfogliante, sollevamenti associati a viti non inox arrugginite e un giudizio di spessore o qualità non eccelsi; non sono però prove di un difetto uniforme della costruzione. In mare formato alcuni proprietari avvertono scricchiolii e flessibilità delle paratie, attribuiti nella discussione a una possibile soluzione costruttiva del periodo, senza che ciò sia stato considerato necessariamente strutturale. Restano inoltre da verificare perdite da stancioni e l’inesattezza dell’indicatore del serbatoio delle acque nere, mentre il relativo impianto è descritto come poco intuitivo e variabile tra gli allestimenti.

Cosa controllare se vai a vederla

Durante la visita conviene provare la ruota in entrambe le direzioni, verificando che l’angolo massimo sia simile, che non ci sia gioco morto prima dell’intervento delle catene e che non compaiano scatti, scricchiolii o vibrazioni anomale. A barca ferma andrebbero controllati catene, tenditori, rinvii, cuscinetti e serraggio del cuscinetto superiore, facendo chiarire ogni gioco percepito e verificando che la barra di emergenza sia effettivamente utilizzabile.

L’autopilota va identificato nella sua configurazione concreta: occorre controllare il funzionamento della frizione e dell’attuatore, capire se esiste un disaccoppiamento meccanico rapido e provare la possibilità di scollegarlo dal governo in caso di guasto. Vanno poi testati avviamento del motore, motorino e Bendix, stato del gomito di scarico e dell’elica pieghevole, cercando corrosione, ostruzioni, vaiolatura e gioco sulle pale. Sul portellone di poppa è opportuno azionare più volte gli attuatori e verificare anche il funzionamento manuale.

Su coperta e teak bisogna cercare sollevamenti, infiltrazioni, viti arrugginite o non inox, finiture applicate sopra il teak e superfici diventate scivolose. Con la barca a terra o durante una prova in mare, è utile ascoltare eventuali scricchiolii e osservare la zona di paratie, cielino e cornici, senza considerarli automaticamente un danno strutturale ma facendoli valutare se marcati. Infine bisogna ricostruire il layout effettivo, il percorso delle tubazioni del WC e il funzionamento del serbatoio delle acque nere, provando pompa, commutazioni e indicatore; vanno controllati anche eventuali trafilamenti dagli stancioni e la corrispondenza tra dotazioni dichiarate e impianti realmente installati.

Specifiche verificate

Bavaria 34 Cruiser

Costruzione

Anno di lancio
1999
Progettista/Studio
Bavaria Yachtbau GmbH; progetto J&J Design
Certificazione CE
Categoria di progettazione A, High Seas; modulo Aa, con verifiche associate a Germanischer Lloyd
Materiale scafo
GRP/PRFV; lo scafo è descritto come laminato manualmente, con rinforzo in Kevlar a prua
Tipo di chiglia
Chiglia alettata fissa con bulbo; disponibile anche una versione a pescaggio ridotto

Dimensioni

Baglio massimo
3,48 m
Lunghezza fuori tutto
10,85 m
Lunghezza al galleggiamento
8,45 m
Pescaggio
1,85; versione a chiglia bassa circa 1,35

Pesi e capacità

Capacità serbatoio acqua
150; il manuale indica inoltre un secondo serbatoio opzionale da 150 l a prua
Capacità serbatoio carburante
150
Dislocamento
4500 kg
Zavorra
1400 kg

Motorizzazione

Potenza motore standard
Volvo Penta MD2020, 14 kW/19 hp; Volvo Penta MD2030 da 29 hp disponibile come optional

Layout

Numero cabine
2 o 3, secondo l'allestimento interno
Numero posti letto
6-8, secondo configurazione e utilizzo del quadrato

Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.

Come è fatta sott'acqua

Chiglia con alette. Le alette trattengono l'acqua sotto la chiglia e recuperano parte della stabilità persa accorciandola. Pensata per fondali bassi.Schema della famiglia di chiglia, non il profilo esatto di questo scafo. Fonte: «Chiglia alettata fissa con bulbo; disponibile anche una versione a pescaggio ridotto».

Indici comparativi

Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.

2.13Capsize ratio

Sopra la soglia di 2.0: profilo più orientato alla navigazione costiera che all'altura.

Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.

31%Rapporto di zavorra

Valore nella media delle barche da crociera.

Peso della zavorra sul dislocamento totale. Da solo non dice tutto: conta anche quanto in basso è collocata.

208Rapporto dislocamento/lunghezza

Dislocamento medio, tipico delle crociere moderne.

Rapporto tra dislocamento e lunghezza al galleggiamento: descrive il carattere della barca più della sola lunghezza fuori tutto.

7.1 nodiVelocità teorica di carena

Velocità massima che questo scafo può tenere in dislocamento, cioè senza planare.

Dipende solo dalla lunghezza al galleggiamento: più lunga è la barca, più lunga è l'onda che genera e più veloce può andarci sopra. Gli scafi leggeri e potenti riescono a superarla planando, quelli pesanti no.

20Comfort ratio

Movimento vivace: tipico di barche leggere e sportive, stancante sulle lunghe distanze.

Ideato da Ted Brewer per stimare quanto bruscamente una barca reagisce all'onda corta — il beccheggio che stanca in navigazione. Lo propose in tono semi-serio: descrive un carattere, non misura il comfort a bordo.

3.12 : 1Rapporto lunghezza/larghezza

Proporzione equilibrata fra tenuta e abitabilità.

Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.

C'è un dato sbagliato?

Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Bavaria 34 Cruiser o la conosci bene, correggici.

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