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Dufour

Arpège 30

di Dufour

Confronta con un'altra barca

Arpège 30 secondo i proprietari

Sintesi di 22 osservazioni raccolte in 1 discussione su 1 forum (inglese). Non è una recensione né una posizione del cantiere: è quello che emerge da chi ci naviga.

Secondo le testimonianze raccolte, la Dufour Arpège 30 è una barca a vela apprezzata soprattutto per il comportamento docile e affidabile in navigazione, anche con vento forte e mare formato. Gli interni sono considerati pratici per la navigazione e, in alcuni casi, adatti a lunghe traversate grazie alla possibilità di separare il salone dalla zona prodiera. Ha più senso per chi cerca una barca da crociera e navigazione d’altura che per chi dà priorità a un pozzetto spazioso e alla convivialità con quattro o più persone. Le prestazioni sembrano convincenti di bolina, mentre più proprietari segnalano un rendimento meno efficace alle andature portanti e con mare al giardinetto.

Cosa funziona

Più proprietari descrivono l’Arpège come un buon veliero, docile e indulgente, fino a considerarla adatta anche come prima barca. Un armatore con oltre 7.000 miglia nel Mare del Nord e nel Baltico riferisce un comportamento molto affidabile con vento forte e mare formato; un altro la giudica veloce nel confronto con un’Alpa 9,50, pur osservando che di bolina, con mare formato, tende a battere maggiormente sull’onda.

Gli interni vengono descritti come razionali e pratici durante la navigazione. La disposizione, con la possibilità di separare il salone dalla zona prodiera, è stata apprezzata in lunghe navigazioni perché consente di muoversi sottocoperta senza disturbare chi riposa. Sono inoltre considerati positivamente l’impostazione robusta e ben sostenuta di albero e sartiame e i passavanti laterali relativamente ampi per una barca di queste dimensioni e dell’epoca. Si tratta comunque di valutazioni d’esperienza, non di dati strumentali o specifiche ufficiali.

Cosa dà problemi

La criticità più ricorrente riguarda il ponte sandwich: più partecipanti segnalano infiltrazioni e perdita di consistenza del core in balsa, in particolare sul ponte di prua ma, secondo un’altra testimonianza, anche su zone estese dell’intero ponte. In un esemplare le sedute del pozzetto sono diventate spugnose e hanno iniziato a infiltrarsi. Le cause vengono ricondotte sia all’invecchiamento e alle infiltrazioni sia, in alcuni casi, a un possibile incollaggio originario non corretto; la riparazione è descritta come possibile ma potenzialmente impegnativa. È stato inoltre riportato un caso importante di osmosi, senza elementi per considerarla un difetto sistematico della serie.

Il pozzetto è considerato piccolo, soprattutto con quattro persone, e la barra ne limita ulteriormente lo spazio; l’assenza dei normali gavoni laterali è legata alla presenza delle cuccette a quarto sotto il pozzetto, anche se è disponibile un gavone poppiero di buone dimensioni. La poppa rastremata viene associata da più interventi a prestazioni meno efficaci alle andature portanti e con mare al giardinetto. Sul singolo esemplare possono inoltre comparire gioco nel collegamento tra barra e asse del timone, infiltrazioni nello skeg, difficoltà di avviamento del vecchio motore dopo lunghi periodi di inattività, rotture dei supporti di draglie o pulpiti e cablaggi nascosti soggetti a sfregamento. Lo specchio di poppa stretto può rendere difficile sistemare contemporaneamente timoneria a vento, scaletta, fuoribordo e dotazioni di sicurezza; anche le dimensioni delle cuccette o cabine poppiere vanno verificate direttamente. Infine, il modello presenta configurazioni di pescaggio diverse, quindi il dato va accertato per ogni barca.

Cosa controllare se vai a vederla

Durante la visita conviene esaminare con particolare attenzione tutto il ponte, cercando zone cedevoli, elastiche o spugnose, soprattutto a prua, intorno alle sedute del pozzetto e nei punti soggetti a infiltrazioni. Va verificato se sono già state eseguite riparazioni e con quale estensione, perché il ripristino del sandwich può diventare impegnativo. È opportuno controllare anche lo scafo alla ricerca di segni o precedenti documentati di osmosi, senza assumere però che il problema riguardi necessariamente ogni esemplare.

Occorre provare il governo sotto carico e controllare che non ci sia gioco tra barra, collegamenti e asse del timone; va ispezionato anche lo skeg per individuare eventuali infiltrazioni o ricostruzioni. Albero, sartiame, vecchi tenditori e percorso dei cavi meritano una verifica accurata: i componenti possono essere invecchiati e il cablaggio nascosto tra controstampo e tuga può essersi danneggiato per sfregamento. Sono da controllare i supporti di draglie e pulpiti, verificando eventuali rotture o riparazioni.

In coperta è utile valutare personalmente se il pozzetto è sufficiente per l’equipaggio previsto, la disponibilità reale dei gavoni e la vivibilità delle cuccette o cabine poppiere. Va misurato e osservato lo specchio di poppa rispetto alle dotazioni che si intendono installare, in particolare timoneria a vento, scaletta, fuoribordo e attrezzatura di sicurezza. Infine, è necessario identificare il pescaggio della specifica unità e provare il motore dopo un periodo di inattività, verificando soprattutto l’avviamento nel caso di installazioni anziane come il Volvo MD2.

Specifiche verificate

Dufour Arpège 30

Costruzione

Anno di lancio
1966
Progettista/Studio
Dufour (FRA) / Michel Dufour
Materiale scafo
FG

Dimensioni

Baglio massimo
3,02 m
Lunghezza fuori tutto
9,14 m
Pescaggio
1,4 m

Pesi e capacità

Dislocamento
3493 kg

Motorizzazione

Potenza motore standard
15 CV

Dati raccolti e verificati da fonti pubbliche per questo modello — non inseriti da chi ha pubblicato questa scheda.

Indici comparativi

Calcolati dai dati qui sopra con le formule standard del settore, non raccolti da una fonte.

2.01Capsize ratio

Sopra la soglia di 2.0: profilo più orientato alla navigazione costiera che all'altura.

Formula di screening nata dopo la Fastnet 1979: mette in rapporto la larghezza con il dislocamento. È un'indicazione grossolana, non una misura di stabilità reale — non considera zavorra, forma della carena né allestimento.

3.03 : 1Rapporto lunghezza/larghezza

Proporzione equilibrata fra tenuta e abitabilità.

Quante volte la larghezza sta nella lunghezza. È la proporzione cambiata di più negli ultimi trent'anni: le barche moderne sono molto più larghe a parità di lunghezza, guadagnando spazio e perdendo dolcezza nell'onda.

C'è un dato sbagliato?

Questa scheda è messa insieme da fonti pubbliche, e le fonti sbagliano. Se hai Arpège 30 o la conosci bene, correggici.

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